martedì, marzo 30, 2004
NAVID HASSENZADEH
Si ricomincia!!
Volata via la settimana di spring break, primo lunedi’ lavorativo/scolastico di primavera. La giornata calda e soleggiata rendeva il rientro in aula piuttosto difficile; ma la prima classe si dimostrava interessante: un seminario sull’individualismo nel dipartimento di filosofia. Provero’ a fornire aggiornamenti piu’ o meno puntuali sugli altri corsi che seguiro’.
Per il resto, a tarda sera ho avuto una bella sorpresa per cominciare bene il trimestre. A parte la barra di cioccolato che la mia amica Dana mi fa trovare sulla scrivania ogni volta che ritorna dall’estero, qualcos’altro ha attirato la mia attenzione. Ero andato a controllare la mia casella di posta al dipartimento per prelevare le varie scartoffie accumulate. Fra le altre cose ho trovato una cartolina, proveniente dal Marocco, spedita da uno studente che avevo avuto in passato per un paio di corsi. La cosa mi ha fatto enormemente piacere, specialmente perche’ non me l’aspettavo affatto. Inoltre, con suddetto discepolo non avevo avuto modo di instaurare un rapporto particolarmente stretto, giacche’ le classi in cui ci eravamo incontrati non avevano discussioni, e dunque mi ero limitato solo a correggerne le tesine. Le avevo molto apprezzate (raro, ma succede) ed avevo provato a fornirgli commenti e spunti costruttivi e incoraggianti.
Sono molto contento che lui li abbia apprezzati, da parte sua.
Grazie, Navid Hassenzadeh.
mercoledì, marzo 24, 2004
BBQ
Barbecue da Courtney (vasta scelta di hamburger e hot-dog vegetariani, s’intende). Piacevole serata all’aperto, anche se al tramonto un maglioncino sulle spalle si sopportava, eccome.
Spiacevole incidente canino, tuttavia. Anubys, amico a quattro zampe di Gus, in custodia a Riley mentre il proprietario si trova in Louisiana di ritorno dalla Florida, e’ scappato. Ricapitolando: Anubys e’ scappato; Gus, il proprietario, e’ in giro per gli States portando in Oregon uno scuolabus che ha comprato; Riley ha portato il cane al barbecue ma per qualche oscuro motivo ha pensato che il guinzaglio (o, in alternativa, un po’ di accortezza) fosse superfluo.
Come risultato ci siamo prodigati in intense quanto improduttive ricerche del fuggiasco, sperando che questi nel frattempo assaporasse la liberta’ e non il paraurti di una macchina. Di strada da New Orleans a Eugene ce n’e’; ma Gus prima o poi arrivera’, e allora o Anubys sara’ tornato a cuccia con istinto tutto canino, o l’ex-proprietario non sara’ molto contento.
Se lo avvistate, fatemi sapere ;-)
lunedì, marzo 22, 2004
SPRING

E’ arrivata la primavera e con essa lo spring break.
Il che vuol dire che mi sono lasciato alle spalle esami, libri e correzioni per una settimana, dopo di che si ricomincia.
Nel frattempo sabato, mentre ancora combattevo un’epica battaglia con Hobbes, Locke e Rousseau, mi sono concesso un diversivo per un paio di orette. Ma il motivo era molto valido, essendo il ricevimento per il matrimonio di Mei, collega e compagna d’ufficio. Invece dell’abito bianco indossava un completo rosso tradizionale cinese (suppongo).
Domenica sera invece festa per Becca che e’ in partenza per il Senegal. Ci stara’ circa sei mesi e la prospettiva sembra entusiasmarla parecchio.
Adesso stiamo aspettando la suddetta Becca, Kathy, Christie e Christina (tutte colleghe di Anna) per colazione, visto che Jennifer, la quale ha trovato lavoro in una pasticceria, ci ha portato una quantita’ enorme di pane, cornetti e pastarelle varie. La cosa sconcertante e’ che tutta sta roba (davvero tanta, buste e buste) normalmente finisce buttata a fine serata, a quanto lei dice moltiplicata per sette.
giovedì, marzo 18, 2004
EBDOMADARIO
Passeggiavo una settimana fa per il campus.
La straordinaria accessibilita’ gratuita del sito di El Pais mi aveva dato il senso esatto della gravita’ dell’accaduto. Pertanto avevo deciso di appuntare sull’occhiello della giacca la spilletta con il simbolo della pace, rimasta a impolverarsi da circa un anno. Inoltre avevo postato sulla mailing list dei graduate students del dipartimento un sofferto "Ich Bin Ein Madrider".
Prevedevo di imbattermi in orde di giovani studenti (minimamente) impegnati manifestanti il proprio sgomento dinnanzi ai fatti di Atocha. Ricordavo la fiaccola che mi aveva porto Linda in Piazza del Campo la sera del 12 settembre 2001 e mi aspettavo che in pieno spirito di olimpica solidarieta’ un tedoforo locale mi avrebbe passato quella stessa fiaccola due anni e mezzo dopo.
Invece nel sole inusuale di meta’ marzo ho dovuto constatare che ero attorno a ben pochi madrileni, e che, mancando il geniale dispositivo spettacolare di torri e aeroplani, non scattava quel quid che trasforma lo sconforto in azione, sia pure sia pure simbolica e improduttiva, come un cinico Fabio ancora mi rimprovera.
martedì, marzo 16, 2004
BOMBA O NON BOMBA
In questi giorni, da questa zona culturalmente disastrata del pianeta in cui mi trovo, leggo sostanzialmente analisi di due tipi:
1) il PSOE ha vinto contro le bugie di Aznar e soci post-falangisti;
2) il PSOE ha vinto perche’ al Qaeda detta l’agenda della politica europea.
Ora, pur non essendo in principio sbagliate, mi sembra che entrambe le tesi, a destra e a manca, non colgano un punto che secondo me non e’ del tutto irrilevante. Il massacro di Madrid c’e’ stato, inutile ometterlo artificiosamente dall’equazione elettorale. Ma bisogna stare attenti a come farlo pesare sul risultato. Mi sembra che abbia pesato molto, ma non necessariamente nel modo che la tesi 2) suggerisce. D’altro canto, si tende ad enfatizzare troppo la tesi 1), che: bugie –> indignazione –> rovesciamento.
Quello che secondo me si dovrebbe cogliere piu’ chiaramente e’ il ruolo delle bombe in se’ e per se’, quello che rappresentano prima ancora che la macchina mediatica del PP le decodifichi investendole di senso etarra a buon mercato.
Insomma, capisco che l’elettore spagnolo abbia detto: se il governo cambia la verita’, preferisco cambiare governo. Ma sulla base di questo, credo, ci deve essere un senso del tipo: se il governo va in guerra, ci porta la guerra a casa, e pertanto scelgo di cambiare governo. La prima parte della spiegazione senza la seconda mi pare piu’ innocua a livello internazionale. E’ come dire: dici la verita’ (ovvero, costruisci e vendi la tua menzogna in modo piu’ accurato) e la gente ti apprezzera’. Con questa visione, campa cavallo (Bush, Blair, Berlusconi) che l’erba cresce.
L’aggiunta della seconda parte (in realta’, la prima in senso logico) e’ parecchio piu’ sovversiva e suona piu’ o meno: la guerra ha peggiorato la situazione del terrorismo internazionale, quindi se non voglio (piu’) terrorismo mi conviene votare per un governo contro la guerra.
Questo si’ che farebbe paura a BBB. Dei tre, forse, il meno traballante dovrebbe essere Blair, che alle bugie e’ gia’ vaccinato, e rappresentando la ‘sinistra’ del suo paese, grosse alternative no-war non credo ne abbia. Bush si trova davanti un Kerry che non e’ esattamente un campione di pacifismo; ma la campagna elettorale e’ ancora lunga e da qui a novembre chissa’. Il nano, infine, mi sembra in teoria il piu’ esposto. Ma questo a patto che la proposta alternativa alla guerra esca dall’ambiguita’ e si solidifichi. Al di la’ degli esiti elettorali sarebbe gia’ un enorme passo avanti se la politica italiana si depersonalizzasse e sprovincializzasse allo stesso tempo, spostandosi su temi politici e per di piu’ internazionali.
lunedì, marzo 15, 2004
CHIARAMENTE
Certamente sull’onda emotiva di uno sconforto e di una rabbia che si spera irripetibili, ma il PSOE ha vinto le elezioni con una piattaforma chiaramente contraria alla guerra in Iraq e alla leadership mondiale di Bush.
Qualcuno informi Fassino e Rutelli.
mercoledì, marzo 10, 2004
PORTLAND
A beneficio di Simone e di quanti altri vi siano arrivati in un videogioco di macchine, ecco come appare il downtown di Portland, OR.



domenica, marzo 07, 2004
DONNE
Nel piu’ tradizionale spirito da 8 Marzo, un pensiero affettuoso a tutte le donne di passaggio.
(Se poi siete donne e pure interiste, be’, la vostra festa mi sa che e’ ancora un po’ lontanuccia...)
(Se invece siete donne e ammiratrici di Masini, be’ quale festa migliore per voi, inguaribili allegrone?!?)
sabato, marzo 06, 2004
PASSIONE?
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare...
- ho visto Claudia Gerini recitare in Latino che pareva la mia professoressa del Liceo...
- ho visto Sergio Rubini ladrone penitente vedersi spalancare innanzi le porte del Regno dei Cieli...
- ho visto Sabrina Impacciatore (si’, quella la’) offrire un bicchiere d’acqua al portatore della Croce e poi avvolgerne il volto nella Sindone...
- ho visto Rosalinda Celentano, androgino Satana apparire qua e la’ come un grottesco folletto...
Ok, ricominciamo daccapo. (Tralascio il resoconto dei problemi di coordinamento che sembravamo una classe di seconda media in libera uscita per vedere l’ultimo film di Boldi - De Sica) Come sara’ ormai chiaro, alla fine siamo riusciti a vedere "The Passion of the Christ". Non voglio rovinarvi la sorpresa ma... alla fine Lui muore!!
Freddure a parte, mi pare che il film fosse realizzato alla luce (blu e spettrale) del "Signore degli Anelli" (che, per inciso, non ho visto). Al di la’ del cromatismo (progressivamente diluito nella luce man mano che ci si avvia verso l’Aldila’), ovviamente l’elemento dominante del film e’ la rappresentazione grafica della violenza. Piu’ che grafica, pornografica, con l’ossessiva attenzione per il dettaglio, le frustate e le cadute in slow-motion, l’indugio sui particolari piu’ scabrosi. Ai quali faceva da contrappasso la disgustata soddisfazione del pubblico pagante in sala, inebbriato da questo baccanale di sangue.
Tutto sommato, le critiche di antisemitismo che Mel Gibson ha ricevuto del tutto peregrine non mi sembrano. La violenza rappresentata e’ ad opera sia degli Ebrei che dei milites Romani. Ma, a ben guardare, si tratta di due modi affatto diversi di rappresentare la violenza. Mentre quella dei centurioni e’ istintiva, animale, irriflessiva, fisica, quella di Caifa & soci semiti e’ cattiva, razionale, pregna di odio, malvagita’, perfidia. Per non parlare di Ponzio Pilato, raffigurato come un intellettuale travagliato alla ricerca di una definizione metafisica del concetto di Verita’ (e francamente la matrona Gerini di grande aiuto in questa impresa non puo’ essere...). Alla fine nei Romani si instilla il germe del pentimento e la remissione al Cristo morente in croce; i sacerdoti Ebrei perseverano nell’errore.
Composta (se non fredda e distaccata) la sofferenza della Madonna; appena piu’ espressiva quella della Maddalena Bellucci. Ridicole (e spesso ho dovuto soffocare le risa per rispetto alla sala) le apparizioni di diaboliche presenze e deformi creature del demonio.
Insomma, abbastanza da richiedere una birra per concludere la serata. All’uopo, il furgoncino di Kara (infinitamente meglio di quello di una certa persona, equipaggiato con frigo e fornelli) era un validissimo mezzo di trasporto che ci ha portati nel cuore dell’America profonda, a pochi kilometri dal centro citta’. Pub da film di serie B, e avventori a fare da tappezzeria come perfette e caricaturali comparse. Breve scambio di battute con alcuni e, come direbbe la mia amica Elisa: Kerry, nun c’a putimm mai fare!! (a beneficio di Padani ed Etruschi: Kerry, non coltivare soverchie speranze circa la tua elezione a novembre; altre sono le vibrazioni che salgono dal cuore genuino del tuo Paese!!)
Ringraziamenti a chi e’ arrivato fin quaggiu’. Saluti.
Br1
venerdì, marzo 05, 2004
Leggevo la bella prosa di zio Carlo (terzo commento al post precedente). Giacche’ so che l’autore apprezza l’ironia, mi permettero’ di confessare che lo scritto mi ha ricordato un po’ il discorso di Moro in occasione della presentazione del suo primo governo nel ‘63, passato all’aneddotica come "Brevi Cenni Sull’Universo"...
Il fatto e’, pero’, che nel frattempo dall’universo siamo passati al mondo globale, o almeno cosi’ pare. A tal proposito, non avendo molto di intelligente da aggiungere sul tema, demando allo stimato regista danese Lars von Trier. Rilancio di seguito parte di un articolo di Repubblica di qualche settimana fa che riporta la parabola narrata dall’autore de "Le onde del destino" in occasione della consegna del premio per il cinema di pace al festival di Berlino.
Che ve ne pare?
Dopo i ringraziamenti di rito, von Trier diceva: "Il popolo del mondo P come due tribj nel deserto, una tribj vive in un paese con un pozzo, l'altra in un paese senza pozzo. La tribj con il pozzo vuole la pace, l'altra non vuole la pace, vuole l'acqua! La tribj senza pozzo forse P meno civilizzata, non ha una parola per dire pace, ma ne ha una per dire sete, che, data la situazione, P pij o meno la stessa cosa. Il Comitato per la Pace nel paese con il pozzo, P buono, saggio, sano, gente bella che non ha sete, percib ha tempo ed energia per il comitato. La gente con il pozzo parla molto di premi per la pace da dare ad altra gente che vive nel paese con il pozzo. Quelli del paese senza pozzo non parlano molto di premi per la pace...". I collaboratori del regista danese, presenti alla serata, dopo la censura, hanno restituito il premio: "Lo diano a qualcuno che sia pij amico di Bush!".
giovedì, marzo 04, 2004
AND HERE’S TO YOU, MRS ROBINSON
Provavo a studiare in ufficio (tra un pisolino e l’altro) ma ne avevo avuto abbastanza. Cosi’, quando si sono presentate, non ho resistito alle sirene di Courtney, Dana, Ed e Rich che mi proponevano di andare con loro a una conferenza all’EMU, l’edificio centrale del campus.
A parlare era la signora Mary Robinson, gia’ Presidente della Repubblica d’Irlanda nonche’ Alto Commissario ONU per i Diritti Umani. Il discorso verteva, appunto su globalizzazione etica. La Robinson si dimostrava fine oratrice dall’adorabile accento d’Ibernia, nonche’ sensibilita’ politica acuta ed abile nel gestire il rapporto con l’uditorio. Tra le altre cose, apprezzata la distinzione tra l’insicurezza sperimentata dal Nord del mondo post-9/11, caratterizzata dall possibilita’ remota del ripetersi di un evento traumatico; e l’insicurezza continua del Sud del mondo, con problemi reali e concreti e incertezza sulla sopravvivenza a breve e medio termine, lasciando stare il lungo.
Sapienti stoccate a entrambe le sponde dell’Atlantico e tocco nazionalista con una poesia del connazionale Heaney.
A seguire, meno opportune molte delle domande dal pubblico. Parecchie in perfetto stile Euginate, con profusione di attacchi a tutto campo al sistema dei media, appelli per i diritti di piante e animali, rimproveri per la scarsa considerazione di valori LGBTQ nella stesura dei documenti sui diritti umani. Un po’ meglio l’intervento di un esponente di una nazione nativa sull’emarginazione dei popoli indigeni nel processo decisionale internazionale ancora dominato dagli stati-nazione. Decisamente fuori luogo alcune domande a carattere meramente irlando-centrico sui soprusi perpetrati dagli agenti britannici nei confronti dei manifestanti in Ulster.
mercoledì, marzo 03, 2004
Siamo seri, possono davvero i Democratici aspirare a vincere sulla base di queste premesse?!?

;-)
martedì, marzo 02, 2004
TWILIGHT TO STARLIGHT
Ci sono senz’altro infiniti modi per misurare il tempo che passa e la senescenza che incombe.
Per me uno di piu’ rivelatori (e pertanto crudeli) e’ quando si inizia ad ascoltare il cd blu di Mellon Collie & The Infinite Sadness a partire dalla terza traccia, saltando, cacchi cacchi e tomi tomi, la 1 (where boys fear to tread) e la 2 (bodies). Se poi si dice no pure alla 6 (tales of a scorched truth) come sto facendo io ora, il dado e’ tratto, ed e’ inutile negare di voler deliberatamente (o forse inconsciamente) evitare i bit su cui magari un tempo ci piaceva pogare.
Eppure una volta avrei giurato che:
"my reflection, dirty mirror,
there’s no connection to myself
I’m your lover. I’m your zero
I’m the face in your dreams of glass"
Ma sto divagando, quello era il cd rosa.